Perché il calice è la voce del vino
Immagina di ascoltare la stessa canzone con un altoparlante tascabile o con un impianto ad alta fedeltà: la melodia è identica, ma l’emozione cambia. Con i calici di vino accade lo stesso. La forma della coppa, l’ampiezza dell’apertura e la distanza tra labbra e liquido guidano ossigenazione, temperatura e concentrazione degli aromi.
Alcuni studi dimostrano che lo stesso vino, versato in tre bicchieri diversi, viene percepito in modo significativamente differente da chi lo assaggia.
Una storica cristalleria austriaca, Riedel, spiega che il vetro convoglia il vino su aree del palato diverse, modificandone struttura e persistenza.
In sintesi, scegliere il calice da vino giusto equivale a dare al vino la possibilità di esprimersi al massimo, soprattutto se le bottiglie arrivano da vigneti complessi come quelli di Foss Marai.

Bollicine Foss Marai: flûte o tulipano?
Le bollicine vivono di dettaglio: un millimetro in più di vetro può cambiare ritmo al perlage.
La flûte, stretta e slanciata, riduce la superficie di contatto con l’aria e preserva anidride carbonica e freschezza.
Il calice tulipano, più ampio nella pancia e chiuso in cima, lascia spazio ai profumi senza sacrificare l’effervescenza. Per gli spumanti più particolari e delicati, è consigliato il tulipano perché offre il miglior equilibrio tra vista e olfatto, mentre mantiene vivo il perlage.
Ecco qualche esempio:
- il Guia Valdobbiadene DOCG Brut Millesimato: nelle pareti sottili della flûte il perlage corre in colonne fitte, valorizzando la freschezza.
- Il Superiore di Cartizze Valdobbiadene DOCG Dry Millesimato preferisce invece un tulipano: la maggiore ossigenazione amplifica le note di frutti bianchi, pesca ed albicocca, e il profumo di glicine e di rosa.

Rossi, bianchi e Moscato: la forma che fa la differenza
Calici da vino rosso: respirare senza fretta
Per i rossi di corpo, serve aria. Un calice da vino rosso stile Bordeaux, ampio e leggermente chiuso in sommità, permette ai composti volatili di aprirsi mentre i tannini si distendono. È la scelta ideale per i tre rossi della Masseria La Sorba:
- Nirò Rosso Murgia Aglianico IGT, ben equilibrato, secco, caldo e vellutato;
- Fumac Murgia Rosso IGT, pieno ed allo stesso tempo morbido e fruttato;
- Vito Primitivo IGT Puglia, da un retrogusto complesso, armonioso e lungo.
Un calice largo favorisce l’ossigenazione iniziale indispensabile ad ammorbidire la trama tannica.
Calici da vino bianco e Moscato: freschezza sotto vetro
I bianchi aromatici e i vini da dessert richiedono un altro approccio. Un calice da vino bianco medio, con pancia contenuta e imboccatura leggermente più stretta, mantiene la temperatura bassa e concentra gli aromi verso il naso. Così il Moscato Reale sprigiona al massimo fiori d’arancio e salvia, restando vivace e non stucchevole.

Piccoli gesti, grandi differenze
Come si impugna il calice di vino?
La mano va sul gambo, pinzato tra pollice e indice, o al massimo sulla base, per non scaldare il liquido e per evitare che le dita velino la trasparenza del vetro. Tenendolo per la coppa, oltre a innalzare la temperatura, si rischia di percepire l’odore della mano e non del vino.
Quanti calici contiene una bottiglia?
Per una bottiglia da 750 ml di fermo si calcolano cinque porzioni da 150 ml; per uno spumante, servito in calici da 100 – 120 ml, si possono considerare arriva a sei-otto bicchieri. Questa differenza non è solo matematica: porzioni più piccole preservano il perlage e permettono un servizio a temperatura costante.
Dalla collina al calice
Capire la teoria è utile; viverla in cantina è memorabile. Prenotando la Foss Marai Experience potrai assaggiare ogni vino dal bicchiere appropriato, e capire perché quel vetro esalta quel sorso. Nella Bottega dello Spumante, infine, potrai acquistare i nostri bicchieri, perfetti per ricreare anche a casa l’atmosfera giusta.


