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Come degustare lo spumante: regole e accorgimenti da rispettare

Da sempre gli spumanti, o le bollicine, accompagnano i momenti di festa nella vita di tutti noi. Stappare uno spumante equivale a sprigionare gioia e magia, che si libera dal bicchiere in una continua catena di perle trasparenti che, evaporando, irradiano un profumo suadente. Per queste ragioni la degustazione dello spumante richiede la conoscenza di un rituale che garantisce di godere appieno di questo vino.

Per prima cosa abbandonate la barbara usanza di stappare la bottiglia con botti fragorosi: molto meglio aprirlo con un discreto sibilo che consente di non disperdere la pressione interna che preserva il perlage del vino.

La temperatura di servizio di uno spumante deve essere ricompresa tra i 6 e i 10 gradi: le temperature basse sono ideali per spumanti prodotti con il metodo Charmat e servono a bilanciare il gusto dolce e aromatico che caratterizza questi vini; quelle più alte per spumanti piu strutturati, realizzati con il metodo Classico.

Se non disponete di una cantinetta climatizzata e professionale abbiate cura di mettere lo spumante in frigorifero con 24 ore di anticipo sul servizio, e possibilmente tiratelo fuori dal frigorifero qualche ora prima e lasciatelo riposare in una glacette ripiena di ghiaccio.

La temperatura di servizio influisce anche sull’effervescenza, la continua e gioiosa fontana di bolle che dal fondo del bicchiere raggiunge la superficie. Questo effetto, dato dal rilascio dell’anidride carbonica che si forma durante il processo di lavorazione, è più lento alle temperature basse, mentre accelera se le temperature di servizio sono più alte.

Per servire lo spumante è d’obbligo usare calici di vetro (o cristallo), alti e stretti. Bicchieri di questa forma consentono di ridurre la superficie di esposizione dello spumante all’aria e assicurano una minore dispersione di anidride carbonica e conseguentemente del suo perlage.

Appena versato nel bicchiere lo spumante forma un’abbondante spuma che tende a scomparire nel giro di pochi secondi. Il modo in cui la spuma si forma, si sviluppa e scompare sono un indice della qualità del vino stesso. E’ buona cosa che la spuma non sia troppo spessa nè troppo cremosa ed evapori in breve, lasciando sul bordo del calice una corona.

La degustazione tiene conto anche della dimensione delle bollicine (grana) e della loro persistenza. Queste caratteristiche dipendono sensibilmente dal metodo di produzione adottato. In linea di massima si può dire che le bollicine ottenute con il metodo Charmat sono più grandi di quelle che si ottengono con un metodo classico.

All'assaggio le bollicine derivanti da fermentazione naturale producono sulla lingua un “picchiettio” molto gradevole.

Per finire, prestate attenzione alla limpidezza e al colore dello spumante: in quelli bianchi, prodotti col metodo Charmat, deve essere giallo paglierino con sfumature che virano al verde; in quelli prodotti col metodo classico il colore deve essere giallo che vira all’oro.

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