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Il Superiore di Cartizze di Valdobbiadene: storia e unicità di un vino esclusivo

Nell'universo dei vini spumanti, il Superiore di Cartizze si distingue per la sua storia millenaria e la sua identità unica, intrinsecamente legata a un territorio di soli 108 ettari. Questo articolo esplora le origini, le peculiarità e la fama di un Prosecco Superiore esclusivo, celebrato in Italia e nel mondo.

Il Cartizze Valdobbiadene: storia e unicità di un vino esclusivo

Origine e territorio di Cartizze

Il termine Cartizze (pronunciato [kar-ˈtì-tse], con la zeta sorda) identifica il Prosecco Superiore DOCG le cui uve provengono da una zona di soli 108 ettari, compresa tra i comuni di Valdobbiadene e San Pietro di Barbozza. Qui il terreno assume un carattere unico: pendii ripidi (fino al 40%) terrazzati, esposti prevalentemente a sud-est e caratterizzati da altitudini variabili tra i 100 e i 350 metri.

Il microclima di questo territorio è straordinario: le brezze marine dell’Adriatico mitigano le temperature, consentendo un'ottimale conservazione dell'acidità naturale. Il suolo argillo-limoso, arricchito da marne grigio-azzurre e minerali, apporta freschezza, sapidità e una raffinata complessità. Ogni terrazza, grazie ai microclimi creati dall’altitudine variabile, conferisce al vino sfumature aromatiche peculiari, dal floreale delicato al fruttato intenso.

Storia e tradizione del Superiore di Cartizze

La storia di questo esclusivo spumante affonda le radici già nel XVI secolo, quando nelle cronache veneziane si trovano testimonianze di vini dolci provenienti dalle colline di Valdobbiadene. Il territorio di Cartizze ha attraversato una lunga evoluzione fino a raggiungere un’identità precisa.

Nel 1969, con l'istituzione della Denominazione di Origine Controllata (DOC) del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, il territorio del Cartizze viene ufficialmente delimitato e riconosciuto per la prima volta come una sottozona di qualità superiore.

La consacrazione definitiva arriva quarant'anni dopo, il 1° agosto 2009, quando l'intera area ottiene il massimo riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). È con questo nuovo e più stringente disciplinare che nasce ufficialmente la menzione Valdobbiadene Superiore di Cartizze, riservata a soli 108 ettari di vigneto. Per questa specifica area, la resa massima di uva consentita è fissata a 12 tonnellate per ettaro, un limite inferiore rispetto al resto della denominazione per garantire una qualità ancora più elevata.

Oggi, come allora, sono viticoltori coraggiosi a prendersi cura dei vigneti terrazzati. La vendemmia eroica, interamente manuale, spesso svolta all’alba per preservare l'integrità dei grappoli, rende questo vino unico nel suo genere e ne giustifica la fascia di prezzo medio-alta, che varia generalmente tra 20 € e 30 € a bottiglia.

Il Cartizze Valdobbiadene: storia e unicità di un vino esclusivo

Caratteristiche organolettiche e metodo produttivo

Dal grappolo al calice

La lavorazione del Superiore di Cartizze segue passaggi delicati, studiati per mantenere intatta l'eleganza del frutto.

  • Vendemmia e selezione manuale: la raccolta avviene con attenzione meticolosa, privilegiando grappoli integri e maturi.
  • Pressatura soffice: la spremitura avviene in maniera delicata, per estrarre solo le frazioni nobili del succo, evitando note amare.
  • Prima fermentazione: avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata (circa 16°C), per preservare aromi delicati e freschi.
  • Metodo Charmat-Martinotti: il vino base viene rifermentato in autoclave per un periodo minimo di 60 giorni, affinché possa sviluppare bollicine finissime e persistenti.
  • Affinamento sui lieviti: il vino resta in vasca qualche settimana in più, per consolidare struttura e complessità.

L’imbottigliamento, per conservare la freschezza aromatica, si effettua tra marzo e maggio, subito dopo il completamento del ciclo di spumantizzazione.

Profilo sensoriale 

  • Colore: giallo paglierino brillante, riflessi dorati.
  • Perlage: fine, continuo e persistente.
  • Profumo: note eleganti di fiori bianchi, mela golden, pesca bianca, arricchite da una sfumatura di miele.
  • Gusto: equilibrio raffinato tra dolcezza, freschezza e sapidità, con un finale armonico e leggermente salino.

Le qualità uniche del Superiore di Cartizze Valdobbiadene giustificano pienamente la sua fama e il suo posizionamento esclusivo, che lo rendono uno dei vini più apprezzati non solo in Italia, ma anche sui mercati internazionali più esigenti.

Il Cartizze Valdobbiadene: storia e unicità di un vino esclusivo

Servizio, abbinamenti e consigli pratici

Per esaltare le qualità del Superiore di Cartizze, bastano poche e semplici attenzioni fondamentali:

  • Temperatura di servizio: ideale tra i 6 e gli 8 gradi centigradi.
  • Bicchiere: un calice a tulipano, che mantenga a lungo il perlage e convogli tutti gli aromi.
  • Apertura: è bene inclinare un po’ la bottiglia durante la stappatura per evitare fuoriuscite eccessive.

Abbinamenti enogastronomici 

Il Superiore di Cartizze di Valdobbiadene trova ideale accompagnamento con pietanze tra cui:

  • antipasti delicati e crudi di pesce come tartare di tonno o carpaccio di ricciola;
  • risotti ai crostacei e primi piatti di mare dai sapori gentili;
  • formaggi freschi, come caprini morbidi o mozzarella di bufala;
  • dessert leggeri alla frutta, preferibilmente a base di agrumi o frutti rossi.

La versatilità negli abbinamenti rende il Superiore di Cartizze un vino ideale non solo per occasioni speciali, ma anche per arricchire un momento quotidiano con un tocco di raffinatezza.

Degustare un calice di Superiore di Cartizze di Valdobbiadene non significa solo assaporare uno spumante esclusivo, ma immergersi in una storia affascinante fatta di territori estremi, vendemmie eroiche e profumi unici che soltanto questa collina speciale può regalare.

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